Misguided Youth by Corbin Rating: PG-13, Just to be safe, mentions some dark matter Summary: Harry drinks a nasty potion and finds himself once again at Snape's mercy.
Tradotto da Cuccussette e Farlagan - Per lettori sopra i quattordici anni, per tematiche cupe - Harry beve una pozione schifosa e si ritrova in balia di Snape. Ora AU, o assai improbabile
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Harry Potter sedette calmo sul pavimento di un gabinetto femminile a Hogwarts. Il giovane stregone guardò in basso, verso un pezzo di carta molto vecchio, e poi di nuovo verso il mescolone che puzzava di rancido nel suo calderone. Moaning Myrtle svolazzava nella stanza gelida, mormorando tra sé un motivetto. Harry le avrebbe voluto dire davvero di stare zitta. Il costante canto stonato stava disturbando al concentrazione di Harry, ma si morse la lingua e proseguì con il lavoro. Non era consueto che Myrtle fosse di buon umore, e Harry non voleva sconvolgerla e spedirla a fare un rosario di auto commiserazione.. Per quanto fosse antipatico il mugolio, non era niente se confrontato a quando si lamentava. La giovane fantasma osservò il ragazzo mentre questi lavorava, sempre cantando a sé stessa. Harry era grato che non lo avesse infastidito con domande su quanto stesse distillando; aveva bisogno soltanto di concentrarsi sulla sua pozione e niente altro. Non era esperto di pozioni, e supponeva che mai lo sarebbe diventato. E le sue abilità di distillatore di pozioni non erano aiutate dal fatto che lui era atterrito durante ogni attimo delle lezioni di Pozioni, a causa del suo insegnante.
Il Professor Severus Snape.
Il Professor Snape era l'insegnante che Harry ammirava di meno, tra quelli di Hogwarts, tanto per dirla con diplomazia. Snape era di carattere estremo, e non era tipo che mostrasse pazienza o simpatia per alcuno. Harry si chiese brevemente cosa gli avrebbe fatto, una volta che avesse scoperto che Harry gli aveva sottratto il grosso degli ingredienti per la pozione durante la quotidiana tortura del povero Neville Longbottom. Gli erano occorse parecchie settimane per mettere insieme tutti gli ingredienti necessari per quella pozione, e quello che non aveva potuto 'trovare' da Snape, l'aveva comprato da mercanti a Hogsmeade.
Ora il distillato era quasi pronto; rimaneva solo da mescolarci le ali di mantide polverizzate, e far bollire il liquido per un'altra ora. Harry aggiunse le ali di mantide e sistemò il calore della fiamma incantata sotto al calderone. Quando infine il mescolone prese a bollire più forte, regolò il calore e attese. Trascorsa l'ora, Harry abbassò la fiamma e permise al distillato di abbassarsi dolcemente. In pochi minuti assunse un colore nero vellutato. Era cambiato quanto doveva, ed era pronto. Si versò una buona dose della densa, nera mistura, e gettò alla disgustosa robaccia puzzolente un'occhiata obliqua.
"Harry!" gridarono Ron e Hermione precipitandosi nel bagno.
"Harry, compagno, dove sei stato? Ti abbiamo cercato dappertutto! Perché ti nascondi qui?" proseguì Ron mentre percorreva con lo sguardo il gabinetto, con un'espressione piuttosto preoccupata.
Hermione aveva osservato la dose di liquido scuro che Harry si stava apprestando a bere. Anche Myrtle sembrava averci fatto caso, poiché aveva smesso di cantilenare quasi subito.
"Harry? Ma quella è -" Hermione non ebbe l'opportunità di finire la domanda. Guardò inorridita Harry raddrizzarsi e ingollare l'intera dose di distillato che si era preparato.
Appena avvertì l'oscurità iniziare a inghiottirgli i sensi, sorrise. Molto presto, sarebbe stato libero. Ron corse ad afferrare Harry appena questi iniziò a scivolare sul pavimento. Senza pensarci due volte Hermione schizzò via dal bagno. Nella fretta di trovare la Capo Casa o Madama Pomfrey, incappò direttamente nel Professor Snape. Snape si allungò e le impedì di rotolare sul duro pavimento. Cercò di rialzarsi svelta per riprendere la sua missione e salvare Harry, ma Snape non allentò la presa sul suo braccio.
"Professor Snape, ti prego, ho bisogno di parlare a Madama Pomfrey," lo guardò con un terrore nella voce che era pari solo al panico negli occhi.
"Cosa c'è di così grave, così urgente da non avere neppure il buonsenso di guardare dove stai andando, Signorina Granger?"
Lei davvero non avrebbe voluto spiegare niente a lui, perché comunque non pensava che gliene sarebbe importato. Hermione prese fiato e cercò di calmarsi abbastanza da spiegare. "E' Harry, signore. Qualcosa non va con lui."
'Ma chi mai ti avrà dato una simile idea?' Snape pensò tra sé con sarcasmo. Avrebbe dovuto saperlo. Fece caso a come la ragazza tremava nella sua stretta; forse Potter era davvero in pericolo.
"Bene, portami da lui e potremo vedere se quello che ha fatto motiva tutte queste emozioni."
Ron si affannava a trattenere l'amico, mentre gli arti di Harry penzolavano come se presi da spasmi nervosi. Harry era riuscito a rovesciare con un calcio quanto restava della fetida pozione, che s'era versata su di lui e su Ron. "Harry, ti prego, compagno, calmati!" gemette frenetico Ron, impegnato a controllare Harry e a impedire di venir raggiunto da un pugno in un occhio. Ron nemmeno fece caso quando Snape e Hermione entrarono nella stanza, qualche momento dopo.
Snape arricciò il naso al terribile odore della pozione di Harry. Riconobbe subito il puzzo, e si chiese come il ragazzo avesse imparato a distillare correttamente una pozione così complicata. Snape roteò gli occhi a Ron, che ancora lottava invano col suo amico. Il corpo di Harry divenne rigido tra le braccia di Ron per un attimo, e poi il ragazzo fu del tutto inerte.
Severus attraversò il bagno diretto verso i due ragazzi coperti di pozione viscida, e si inginocchiò vicino a loro. Ron sedette, tenendo con sé la forma inerte di Harry. La testa di Harry ciondolò priva di vita e Ron lottò per trattenerlo dal sobbalzare troppo. Snape estrasse una fiala dal mantello e versò un poco del liquido sulla lingua di Harry. Harry non reagì.
"Signore, cosa gli succede ? Stava bene un momento fa," Ron parlò in un filo di voce, all'improvviso si sentiva esausto...
"Non direi proprio, Weasley," dichiarò Snape in un tono tagliente, mentre sollevava il vecchio foglio di carta che Harry stava leggendo mentre distilava la pozione. Si mise in tasca l'appunto e evocò una barella per Potter.
Quando giunsero in Infermeria, Madama Pomfrey rassicurò brevemente Ron e Hermione che il loro amico sarebbe guarito. Poi li condusse fuori della porta, e con delicatezza suggerì loro di andare e lavarsi per la cena. All'improvviso Ron parve essere consapevole del fetore rancido che emanavano i suoi abiti, e non gli occorse di più per decidersi a andare alle docce. Hermione non era così ben influenzabile; lei non aveva bisogno di fare la doccia. Aveva bisogno di sapere con certezza che Harry sarebbe guarito. Poiché non poteva litigare con Madama Pomfrey e averla vinta, Hermione decise di seguire il suo consiglio; una doccia l'avrebbe fatta sentire meglio. Se non altro, avrebbe ammazzato un po' del tempo.
Poppy emise un sospiro di sollievo; si era atteso che gli amici di Harry avrebbero opposto proteste più grosse si quanto non avessero fatto davvero. Era grata che non dovesse sprecare tempo con loro a lottare per far lasciare Potter. La medistrega arricciò il naso avvicinandosi a Potter. Puzzava tre volte peggio di quanto non odorasse Weasley. Mormorò un incantesimo che puliva addosso a lui, e gli controllò il polso. Sembrava piuttosto debole, ma grazie a Snape, era stabile.
"E' incredibile come sia stato capace di bere quella robaccia. Il solo fetore dovrebbe avergli fatto cambiare idea," affermò Poppy mentre stendeva una coperta sopra Potter.
"Ovviamente, per qualche motivo che non sappiamo, era determinato," le disse Snape mentre contemplava l'espressione serena sul viso del ragazzo. 'Cosa stava pensando il ragazzo? Perché era così giù?'
Madama Pomfrey annuì; una volta Potter le aveva esposto le sue idee su qualcosa, e non era stato facile scoraggiarlo. Anche su cose cupe come questa. "Grazie per quello che hai fatto, Professor Snape."
Snape fece segno di lasciar perdere i ringraziamenti; ondeggiò la mano, come se scacciasse via il fumo. "Tornerò più tardi a vedere il ragazzo. Per favore, chiamami quando si sveglierà."
Lei gli annuì senza pensarci su due volte. Questo doveva essere un fatto serio, se Snape aveva desiderio di seguirlo di persona.."
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Harry mugolò dispiaciuto. Si sentiva così stanco. Come se avesse giocato a Quidditch per tutta la notte. Cercò di alzarsi e strofinarsi gli occhi, ma non poteva obbligare la mano a rispondere ai suoi pensieri. Si sentiva come se avesse dei pesi attaccati alle mani e ai piedi. Si chiese quanto ci sarebbe voluto, per riprendere le forze. L'ultima cosa che Harry ricordava era di essere stato pronto a bere la sua pozione quando Ron ed Hermione erano entrati nella stanza. Sapeva di aver bevuto la pozione, ma questa, aveva avuto effetto? Le luci dell'Infermeria etano troppo, troppo brillanti. La testa gli pulsò per il dolore appena provò a socchiudere gli occhi, vedere la stanza e muoversi. Sapeva di non essere più nel bagno di Myrtle. No, era da qualche altra parte, ed era in un letto. Siccome non era nel suo dormitorio, restava una sola possibilità logica. Era nella fin troppo familiare infermeria. Ma perché i suoi amici si erano immischiati?
Con la coda dell'occhio Harry notò una pennellata di nero. Se fosse stato capace di muoversi, si sarebbe alzato da letto e sarebbe scappato. Ma c'era ficcato proprio come se fosse stato incatenato. Quando Snape si fece più vicino, il cuore di Harry si ritirò in un angolino, rapido. Snape si rabbuiò, non aveva ancora detto niente, e già Harry si comportava in modo strano. Il Maestro delle Pozioni si fermò vicino al letto di Harry e si prese una sedia. Nel tentativo di ignorare Snape, Harry strinse forte gli occhi chiusi e fece finta di dormire. Anche tra le palpebre serrate Harry poteva sentire lo sguardo di Snape penetrare dentro di sé.
"Potter, dimmi cosa stavi pensando quando hai distillato la pozione che poi hai bevuto."
Harry aprì la bocca per rispondere, ma scoprì che la gola era troppo asciutta per emettere una risposta comprensibile. Il Maestro delle Pozioni parve essersene accorto, ed evocò un bicchiere d'acqua sotto al mento del ragazzo. Snape gli consentì di prendere alcune sorsate d'acqua prima di rimettere via la tazza, che posò sul comodino accanto al letto di Harry. "Grazie," gracchiò Harry roco, prima di riadagiarsi sui cuscini.
Occhi scuri lo fissavano, ancora in attesa di risposta. Era difficile richiamare alla mente il modo in cui si sentiva; era così stanco. "Non so cosa stessi pensando. So solo che ero preoccupato di fare la pozione per bene. Ecco tutto."
La sua risposta fece sollevare un sopracciglio di Snape. "Hai dormito bene le scorse notti ?"
A questa domanda Harry si sentì mescolare dentro, a disagio. Ovvio, non aveva dormito bene; non lo avrebbe più fatto.
"Sì, Signore. Credo di sì," mentì, e cercò di non guardare altrove.
Snape riconobbe la bugia, e lasciò perdere. "Hai avuto problemi con i membri della tua casa ?"
Scosse la testa, negando. Le domande di Snape stavan diventando sempre più strane ad ogni momento. "Che mi dici dei tuoi rapporti al di fuori di Hogwarts?"
"Signore, va tutto bene. Non è cambiato proprio niente," rispose rapido cercando di indovinare cosa volesse scoprire Snape. 'Nulla, i Dursley non son cambiati per nulla, sempre i soliti tipi sodi che lasciai mesi fa. Tutto è normale.'
"E' successo nulla di cui Dumbledore dovrebbe essere avvertito?" "No, glielo avrei detto, se succedeva qualcosa di strano."
Snape si frugò nella veste e estrasse un vasetto, della misura di una saliera. A un esame più approfondito, Harry fu sorpreso di scoprire che dentro, invece di una pozione, ci stava una specie di insetto peloso. Il Maestro delle Pozioni rimosse il tappo dal barattolo e il bizzarro bruco piatto, blu luccicante, si srotolò obbediente nel palmo della sua mano. Snape coccolò l'essere con affetto e tappò il barattolo. "Bene, Potter, temo che dovrai affrontare le conseguenze delle tue azioni. C'è ancora una considerevole quantità della pozione che hai ingollato, nel tuo corpo. E' solo momentaneamente neutralizzata dalla pozione che ti ho dato." Snape guardò il bruco blu lucente nel palmo della mano, con gli occhi pieni di calore. Harry tremò; Snape che mostrava affetto per qualcosa era disturbante. "Madama Pomfrey si sta occupando di un gruppo del primo anno che stava cercando di trasformare il vetro in caramelle Così, per tua fortuna ho un famiglio che è quello che ci vuole per curare la tua perticolare malattia. Hai idea di cosa sia questa creatura, Potter?"
Aveva visto tanti animali strani durante le lezioni di Cura delle Creature Magiche, ma non aveva mai visto alcun verme blu luccicante, grazioso. Harry sentì qualcosa dentro di sé stringersi e protestare di nuovo; Snape lo avrebbe torturato par aver rubato gli ingredienti della pozione, ne era certo. "Questa creatura è parente della comune sanguisuga. Potter, sai cosa è una sanguisuga, vero?"
Snape spalancò gli occhi neri verso il ragazzo. Al pensiero del verme che succhiava il sangue come minestrina calda gli occhi di Harry si sbarrarono. Chi poteva sapere quanto sangue occorreva per placare l'appetito della speciale sanguisuga di Snape. L'ex Mangiamorte quasi tradì un sorriso divertito, ma si concentrò sulla sanguisuga nel palmo della mano e la coccolò con tenerezza sconvolgente. La sanguisuga parve carezzargli le dita per risposta.
"Questa particolare specie di sanguisuga non si nutre di solo sangue di mago," Snape fece una pausa apposta e guardò le dita di Harry. Era ceto che se solo il ragazzo avesse potuto muoverle, avrebbe afferrato le lenzuola per averne conforto. Invece il ragazzo parve impallidire ancora di più.
"La debolezza che senti nelle membra è un effetto collaterale della pozione che ti sei dosato. Se i tuoi amici non avessero agito su di te, la scorsa notte, saresti morto."
"No," pensò Harry, "Non stavo cercando di morire. Non è quel che credevo facesse la pozione."
"Potresti morire durante la notte, e le tue fatiche avrebbero avuto successo," buttò lì Snape mentre guardava l'espressione di Harry.
Il ragazzo sembrò un poco shockato. Sbatté le palpebre, non aveva provato a uccidersi, ma solo a liberarsi degli incubi. Solo per essere libero. Un luccicare di metallo riportò Harry all'attenzione, e tremò quando comprese che Snape stava tenendo in mano un coltello dall'aspetto assai affilato. 'Dove sono tutti?' Lo avevano semplicemente abbandonato al suo destino con Snape? Madama Pomfrey era occupata, ma dove era Dumbledore? Harry desiderava che lui accorresse e mandasse via Snape dalla stanza afferrandolo per le vesti svolazzanti.
"Potter."
Harry si fece indietro.
"La sanguisuga ha bisogno di un'incisione nella tua carne, per poter purgare il tuo sangue dalla pozione.
Incisione? Snape aveva intenzione di tagliarlo? "No! Non farlo!" Harry protestò in modo acuto quando Snape si allungò verso la mano destra.
"Potter, morirai se non lo faccio. Vuoi morire?"
Harry scosse la testa.
"Cercherò di farlo nel modo meno doloroso."
Harry cercò malamente di lottare. Era vero che non voleva morire, ma nemmeno voleva che Snape lo tagliasse. Voleva che lo facesse qualcun altro. Snape prese la mano destra di Harry e rapido passò la punta affilata del coltello sul palmo del ragazzo, fino a che una piccola quantità di sangue non sgorgò. Il taglio non era abbastanza profondo da danneggiare nervi, ma faceva male. Harry sibilò tra i denti per il dolore. Snape condusse la sanguisuga pelosa sulla mano di Harry. Il giovane stregone poteva solo guardare l'essere che avanzava deciso verso il taglio fresco nella mano. Harry batté i denti quando l'essere si portò molto vicino alla ferita aperta. Si era atteso di dover affrontare il dolore appena il bruco fosse stato abbastanza vicino da succhiarlo. Quando la creatura raggiunse il taglio aperto e iniziò a bere, Harry avvertì un tremore per il calore che gli si spargeva addosso.
"Sembrerebbe che tu gli piaccia, Potter," constatò Snape, mentre guardava gli occhi di Harry vagare nella calma forzata indotta nel suo corpo dalla sanguisuga.
All'improvviso divenne sonnolento. Harry dovette chiudere gli occhi perché era troppo difficile tenerli ancora aperti. Il dolore alla mano era stato rimpiazzato da un getto continuo di calore, che lo calmava. Mentre la sanguisuga filtrava il sangue di Harry, la creatura si placò abbastanza da essere certa di potersi nutrire quanto più possibile senza venir disturbata. Il Maestro delle Pozioni si adagiò nella sua sedia e guardò. Era stupefacente come la piccola creatura avesse sottomesso del tutto Potter. Il ragazzo era in un sonno più profondo e migliore di quanto non avesse avuto da molto tempo. Severus era grato che la sanguisuga non causasse molto dolore. Non era certo di poter sopportare le grida di Potter che penetravano nella sua testa, per quello che sarebbe stata una lunga cura. In quel momento, Snape sospirò e desiderò d'essersi portato un bel libro da leggere.
Due ore dopo Snape fu messo in allarme dal rumore del ragazzo che stava gemendo. Fissò la mano del ragazzo. La sanguisuga si accomodava nella sua posizione. Una volta che si fu risistemata di nuovo per mangiare, la tensione sul viso di Harry si allentò, e parve calmarsi. Quando infine la sanguisuga finì il suo compito, Snape ciondolava pacifico nella sedia.
Il cambiamento nel respiro acuto di Harry lo ricondusse alla veglia. Snape aprì gli occhi per scoprire che Poppy lo aveva coperto con una coperta verde acido. Scosse via la coperta e guardò la mano di Potter. Il taglio era guarito, e la sanguisuga si era arrotolata nel palmo di Harry, cullandosi soddisfatta. Snape si allungò e con delicatezza prese la piccola creatura da Potter e la rimise nel suo barattolo, in tasca.
Il ragazzo dormì ancora qualche ora, e quando si svegliò, Snape era ancora accanto al letto.
"Sembrerebbe che abbia funzionato, Potter. Credo che guarirai del tutto."
Harry strizzò gli occhi. Si sentiva debole, stanco, ma stava molto meglio. Sollevò la mano per strofinarsi gli occhi, e con suo piacere i muscoli reagirono, intorpiditi ma pronti. "Professore, c'era qualcosa che non andava nella mia pozione?"
"No, Potter, era stata distillata con molta attenzione."
Harry si morse le labbra, confuso. Una pozione distillata correttamente, però lo avrebbe ucciso. Forse aveva scordato qualcosa, nella sua ricerca.
"Non stavo cercando di fare quello che pensi," mormorò Harry.
Snape grugnì, il ragazzo non aveva idea di csa stesse pensando. "Potter, credo di capire le tue intenzioni, e confuso come sei non ti faccio colpa di aver provato. La pozione avrebbe funzionato. Gli incubi si sarebbero fermati, ma poi saresti morto. Nessuno può vivere senza sogni, Harry. Anche se sono atroci, la mente ha bisogno di loro. Sono solo qualcosa con cui devi convivere."
Harry rantolò per lo shock. Snape sapeva.
"Mentre per gli ingredienti che mi hai sottratto per farti la pozione, riparleremo della tua punizione appena sentirò che stai abbastanza bene." Snape si voltò per andarsene.
Harry poté sentire le voci di Ron e Hermione in sottofondo. Stavano domandando il permesso di andare a trovarlo. Qualche attimo dopo Harry si trovò strizzato a morte da Hermione. "Sono felice che se ne è andato, il tipo viscido," buttò fuori Ron guardando nella direzione da cui se ne era andato Snape, con gli abiti svolazzanti.
Harry non rispose. Questa volta, se fosse stato d'accordo con Ron, non si sarebbe sentito nel giusto con Snape e con tutto quello che aveva fatto per lui.
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